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Nel suggestivo ipogeo del Complesso del Purgatorio ad Arco si dispiegano tra oscurità e luce otto disegni a grandezza naturale che raffigurano le mistiche. Le opere sono collocate su una superficie d’acqua che riflette i disegni insieme allo spazio circostante. Otto figure di donne tra le più grandi mistiche del cristianesimo sono ritratte nel momento intimo dell’estasi.

«Il tempo trascorso a Napoli mi ha avvicinato agli scritti dapprima di Santa Teresa d’Avila e poi di altri grandi mistici. Affascinato dalla doppia natura delle sante, terrena e spirituale, ho immaginato il loro ritratto cercando di rappresentare l’irrappresentabile, la carne che aspira a disincarnarsi. Come esprimere queste intense contraddizioni, questi paradossi spirituali e carnali, questi corpi mascherati e svelati, attraversati dal piacere e dall’ansia, dal desiderio e dal rifiuto?»

Le mistiche, colpite dalla luce divina, sono scosse nei loro sensi, e si lasciano andare ad un abbandono tale che, in linea con la grande tradizione barocca, diventa eros carnale. Le vesti si aprono mostrando la grazia dei loro corpi, le mani si contraggono in una tensione spasmodica, gli occhi sono chiusi e la bocca dischiusa lascia trapelare i sospiri. Aprendosi volontariamente a Dio le donne superano definitivamente i propri limiti umani giungendo nella profondità della propria coscienza. Era dal 2015 che un’opera dell’artista non arrivava in città. Il rapporto di Ernest Pignon-Ernest con Napoli risale al 1988, quando vi soggiornò, lasciando come segni indelebili del suo passaggio nel centro antico, scelto come sede privilegiata delle sue opere, grandi disegni e serigrafie in bianco e nero incollati sui muri nei luoghi simbolo della città, affascinato ed ispirato dal Cristo velato di Sammartino, dalle tele di Caravaggio e di Luca Giordano, e diventando così uno dei protagonisti della cultura cittadina tra gli anni ‘80 e ‘90.

Ernest Pignon-Ernest è un artista francese esponente del movimento Fluxus e del situazionismo, nato a Nizza 1942. La sua ricerca artistica è volta all’indagine sulle memorie dei luoghi, che l’artista rievoca suggestivamente attraverso allestimenti site-specific di poster, disegni e serigrafie. Il primo progetto in strada risale al 1966 e riguarda la realizzazione sull’altopiano di Albion di una serie di stencil raffiguranti vittime del disastro nucleare di Hiroshima, in risposta critica alla creazione di una base di lancio per missili nucleari nella zona. Il profondo legame fra opera e contesto diventa da questo momento fondamentale per Ernest Pignon-Ernest, che rifiuta l’art system preferendo esprimersi direttamente nei luoghi d’ispirazione. L’interesse per la cultura italiana e mediterranea porta l’artista a compiere numerosi viaggi e soggiornare a Napoli fra il 1988 e il 1995, dove realizza diversi poster ispirati a Caravaggio e alla pittura barocca napoletana. Artista impegnato, ha spesso indirizzato la sua ricerca artistica verso opere mirate alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica su temi come l’apartheid (1974), l’aborto clandestino (1975), l’aids (2002). Particolarmente interessante nel suo percorso artistico è il progetto Arbrorigènes; serie di sculture ispirate al rapporto uomo-natura realizzate nella foresta di Uzest nel 1988.

dal 2 marzo
al 18 maggio  2019
Napoli
Extases
Ernest Pignon–Ernest
dal 2 marzo
al 18 maggio 2019

Complesso Museale
Santa Maria delle Anime
del Purgatorio ad Arco
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via dei Tribunali, 39
Napoli
a cura di
Carla Travierso
con il sostegno di
Assessorato alla Cultura
e al Turismo del Comune di Napoli
Ambasciata di Francia
Fondazione Nuovi Mecenati
Institut Français Italia
Institut Français Napoli
Opera Pia Purgatorio ad Arco onlus
Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee
Partners
ShowDesk
Dafna Gallery
Organizzazione
Ciro Costabile
Francesca Amirante
Associazione La Musa Partenopea
Coordinamento museale
Francesca Amirante
Vittoria Vaino
Ufficio stampa
Giulia Calomino
Servizi museali
Barbara Cinelli
Alessia Contiello
Sonia Mignano
Francesca Monacella
Simona Montuori
Lucia Mulo
Giuliana Pomo
Progetto grafico
Roberto Ciarambino
17studio